Perché seguire un corso sulla gestione del travaglio quando si programma un VBAC?
in Mamme on 05/30/2026
Chi programma un VBAC può trarre beneficio da un corso sulla gestione del travaglio: più consapevolezza, strumenti concreti e decisioni informate nel percorso nascita.
Programmare un VBAC, cioè un parto vaginale dopo un precedente taglio cesareo, significa spesso intraprendere un percorso ricco di desideri, domande e riflessioni profonde. Per alcune donne rappresenta la possibilità di vivere un’esperienza di nascita diversa da quella precedente; per altre è una scelta maturata dopo aver raccolto informazioni, valutato il proprio quadro clinico e discusso con i professionisti di riferimento.
In questo percorso, prepararsi alla gestione del travaglio può avere un valore particolare. Non perché un corso possa “garantire” l’esito del parto, cosa che nessuno dovrebbe promettere, ma perché può aiutare la donna a comprendere meglio cosa accade durante il travaglio, quali fasi aspettarsi, come affrontare le contrazioni, come utilizzare respiro, movimento e posizioni, e soprattutto come vivere il percorso con maggiore consapevolezza e partecipazione nella misura in cui ci sono le condizioni per affrontarlo.
Le raccomandazioni più aggiornate sottolineano che la scelta tra VBAC e taglio cesareo ripetuto dovrebbe basarsi su informazioni evidence-based, counselling individualizzato e decisione condivisa. La FIGO riporta tassi di successo del VBAC generalmente compresi tra il 60% e l’80%, pur ricordando che la probabilità individuale varia in base alla storia ostetrica e ai fattori clinici.
VBAC: una scelta che richiede informazione, non improvvisazione.
Il VBAC non è semplicemente “provare a partorire naturalmente dopo un cesareo”. È un percorso che va compreso in modo realistico, con i suoi benefici, i suoi criteri di eleggibilità e i suoi aspetti di attenzione.
Un corso sulla gestione del travaglio, in questo contesto, non sostituisce il confronto con il ginecologo o con l’ostetrica di riferimento, ma può aiutare la donna a:
-comprendere meglio il linguaggio utilizzato durante l’assistenza;
-arrivare più preparata alle diverse fasi del travaglio;
-riconoscere l’importanza del monitoraggio e del contesto assistenziale;
-formulare domande più consapevoli;
-distinguere informazioni affidabili da contenuti allarmistici o superficiali.
La letteratura recente sulla decisione di tentare un VBAC evidenzia quanto pesino la qualità del counselling, la percezione di supporto e la possibilità di ricevere informazioni imparziali.
Perché lavorare proprio sulla gestione del travaglio?
Chi programma un VBAC può portare con sé un vissuto precedente complesso: un travaglio interrotto, un cesareo d’urgenza, la sensazione di non aver compreso pienamente cosa stesse accadendo o di non aver avuto abbastanza strumenti per affrontare alcune fasi.
Un corso specifico sulla gestione del travaglio può aiutare a rimettere ordine, offrendo una lettura più chiara di:
-come procede il travaglio fisiologico;
-che differenza c’è tra prodromi, fase latente e fase attiva;
-come favorire il comfort attraverso respirazione, movimento e posizioni;
-come riconoscere il ruolo delle pause e del recupero;
-come prepararsi mentalmente ad un’esperienza intensa ma non necessariamente “subita”.
La preparazione prenatale, secondo una revisione del 2025, può migliorare l’autoefficacia materna rispetto al parto, anche se gli studi presentano una certa eterogeneità. In un percorso VBAC questa maggiore percezione di competenza può essere particolarmente significativa dal punto di vista emotivo.
Informarsi per non vivere il travaglio solo con paura.
Una delle difficoltà più comuni quando si programma un VBAC è il peso della paura: paura del dolore, di non riuscire, di “rivivere” qualcosa di difficile, di essere giudicate per la propria scelta o di dover prendere decisioni sotto pressione.
Il corso non cancella l’incertezza, ma può trasformare la paura indistinta in domande affrontabili. Quando una donna comprende meglio ciò che può accadere e conosce strumenti concreti di gestione, aumenta la possibilità di sentirsi parte attiva del processo.
Le evidenze più recenti sul decision-making nel VBAC sottolineano proprio l’importanza del supporto, dell’educazione e della continuità assistenziale nel favorire scelte più informate e meno condizionate da paura o esperienze pregresse non elaborate.
Gestione del dolore e percezione di controllo.
Parlare di gestione del travaglio non significa promettere un parto “senza dolore”. Significa offrire strumenti che aiutino a stare dentro l’esperienza in modo più consapevole.
Durante un corso possono essere affrontati temi come:
-il ruolo del respiro nelle contrazioni;
-la funzione del movimento libero;
-le posizioni che favoriscono comfort e adattamento;
-il sostegno del partner;
-la comunicazione dei propri bisogni al team assistenziale;
-la differenza tra controllo rigido e partecipazione attiva.
Sentire di avere risorse non elimina l’intensità del travaglio, ma può modificarne profondamente il vissuto.
VBAC e decisione condivisa: sapere cosa chiedere.
Un corso ben fatto può aiutare la donna a costruire una maggiore consapevolezza anche nei colloqui con i professionisti. Non per sostituirsi al loro ruolo, ma per partecipare meglio alle decisioni.
Può essere utile arrivare preparate su domande come:
-quali elementi della mia storia ostetrica incidono sul percorso?
-quali sono i benefici e i rischi del VBAC nel mio caso specifico?
-in quale struttura partorirò e quali protocolli vengono seguiti?
-come viene monitorato il travaglio?
-quali situazioni potrebbero richiedere una rivalutazione del piano iniziale?
Le raccomandazioni ACNM e FIGO insistono sulla necessità di informazioni complete, personalizzate ed orientate alla decisione condivisa.
Non un corso “per convincersi”, ma per scegliere e prepararsi.
È importante che un corso rivolto a chi programma un VBAC non abbia un’impostazione ideologica. Non dovrebbe spingere verso un esito a tutti i costi, né colpevolizzare chi dovesse poi vivere un altro cesareo.
Il suo valore sta altrove: aiutare la donna a conoscere, comprendere, prepararsi e sentirsi accompagnata. Il parto non è un esame da superare. È un evento complesso, corporeo ed emotivo, in cui la qualità dell’assistenza ed il vissuto soggettivo contano moltissimo.
Seguire un corso sulla gestione del travaglio quando si programma un VBAC può essere una scelta preziosa per arrivare alla nascita con più strumenti, più domande consapevoli e una maggiore fiducia nella propria possibilità di attraversare il percorso.
Non significa controllare l’esito. Significa vivere il cammino con più presenza, più preparazione e meno solitudine.
Quando si programma un VBAC, prepararsi alla gestione del travaglio può aiutare a sentirsi più informate, più presenti e più capaci di dialogare con consapevolezza lungo tutto il percorso nascita.
Riferimenti scientifici
FIGO, Good Practice Recommendations for Vaginal Birth After Cesarean Section, 2025.
ACNM, Care of the Pregnant Person with a History of Cesarean Birth, 2024.
Cosmai G. et al., The Decision-Making Process in the Choice of VBAC, 2025.
Zaman A. et al., The Role of Antenatal Education on Maternal Self-Efficacy, Fear of Childbirth and Mode of Birth, 2025.
ACOG, Vaginal Birth After Cesarean Delivery – Patient FAQ.
Call to action
Quando si programma un VBAC, prepararsi alla gestione del travaglio può aiutare a sentirsi più informate, più presenti e più capaci di dialogare con consapevolezza lungo tutto il percorso nascita.